Gian Giorgio Massara

Smalti preziosi

Siamo ospiti nella raffinata casa - studio di Giovanna Magaddino (in arte Magamò) per scoprire l'intima che suggerisce e determina le grandi e insolite sculture di quest'artista torinese, insolite tanto nella forma complessa quanto nell'uso dei materiali ; in particolare la tecnica, gelosamente custodita, dello smalto, con tasselli luminosi che ricordano antiche oreficerie

Per la Monaco è stata realizzata una breve monografia a firma di Robrto Rossi - Precerutti e Massimo Centini ; vi si legge rispettivamente di "frammenti"di una misteriosa araldica e di una ricerca poetica congiunta alla tecnica.

Già avevamo avuto modo di considerare le opere di Giovanna monaco Magaddino in occasione di due recenti manifestazioni, una delle quali proiettata verso il 2006 ; la grandiosa Rassegna Internazionale Artisti a Torino 2000 e quella Mostra Itinerante sui treni storici determinata dalla riscoperta delle Foretezze del Piemonte. In tale occasione Maria luisa Tibone annota "il fluire dei materiali policromi e l'atto guerresco sottolineato dalla trasparenza del plexiglass". 

La produzione della Monaco si bilancia fra gli schizzi preliminari, le chine ispirate a temi naturalistici e un complesso di opere di grande dimensione nelle quali si combinano in modo equilibrato e lungamente meditato materiali quali il rame, l'acciaio, l'ottone, il plexiglass, il legno ; i metalli vengono ulteriormente lavorati, per cui assumono valori chiaroscurali se bruniti oppure luminescenti se lavorati o sbalzati. Talvolta, è il caso de Il vecchio ulivo, frammenti di acciaio si modellano nello spazio come si trattasse di una novella germinazione.

Le opere testé presentate in mostra s'impongono per dimensione e complessità, fra esse la grande scultura circolare Altro io s'interrompe qua e là per meglio suggerire sensazioni spaziali, che diviene trasparente oppure s'infittisce di tasselli multicolori e che infine si isola dalla parete suggerendo così un gioco di ombre.

Tutte le opere, che richiedono lunghi tempi di lavorazione, creano effetti di luce per il costante uso del rame che nei profili determina una sorta di reticolo a impreziosire la scultura. Talvolta la Monaco affronta il tema della figura, una delle sue operesi ispira al tema della Maternità, le immagini della madre e del bimbo sono accolte in un aereo gioco di forme che tendono alla sublimazione dell'immagine.

Molte delle opere della Monaco sono accolte oggi in spazi pubblici prestigiosi, dalla Regione Piemonte al Comune di Quincinetto, alla sede di alcune banche fra Piemonte e Liguria : opere intesa tra lìapparenza e la realtà, fra l'immaginazione e il sogno, come se appartenessero ad un mondo lontano che l'autore cerca di riconquistare e quindi di riproporci in modo solenne.

E' qui che riaffiorano gli insegnamenti di Mario Giansone e di Italo Cremona, il maestro che ha sollecitato Giovanna Monaco Magaddino a operare nel campo dell'arte per "inventare modellando.

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