Tiziana Rasile presenta il nuovo video di

Magamò

Tocchi d' infinito
nell'inciso

Nell' immaginario dell' artista Giovanna Maggadino Monaco, in arte Magamò, si recepisce la capacità del femminile di abbracciare la complessità, riassumendo il dinamismo della moltitudine di particolari nella essenzialità della forma, del segno e del colore, attraverso una rigorosa sintesi spaziale.

Dettagli, frammenti, scorci materici e cromatici sono distillati con certosina sapienza, in un' incastro armonico che genera l' unità della configurazione.

É la complessità che espande i suoi sensi nella forma, la capacità tattile ed estetica di comporre e scomporre minuti tasselli, elementi plastici dalle forme variegate, di varie grandezze e sfaccettature. Sono componenti che vibrano di autonoma bellezza, regalandosi l' un l'altro, generando la forma o più forme in continuo dialogo.

Dalla progettualità, dall' intenzionalità precisa della mente, si concretizza " l' atto" che si espande e disarticola nello spazio.

Costellazioni di forme, spessori e cromie si danno alla visione con una freschezza " pensata", si liberano nell' ambiente con segni che generano architetture. Nel luogo dove ogni singolo gesto è lavorato, consumato in un continuo propendere verso la perfezione e la ricercatezza. É la dimensione della natura, dove ogni cosa ha un preciso posto, bellezza e contenuto, teso a generare equilibrio.

Tutto è dato, donato! Mantiene la precisa direttiva spaziale, un preciso inserimento in un cosmo ricco di risvolti e vedute.

Ogni opera è una continua scoperta, un continuo dare di sé, in rivoli di raffinate cromie, ondulazioni, frammentazioni. Fratture ricomposte, segnate, tracciate da un' unico filo conduttore che genera narrazione.

Forme geometriche sembrano progredire nello spazio, quasi in un processo di autorigenerazione, dove l' immagine ripetuta cammina e avanza. 

Moduli geometrici si moltiplicano, creando una scansione temporale, dove l' unicità dell' immagine si esplica nella molteplicità attraverso la ripetizione.

Tutto sempre con la consapevolezza di rappresentare forme tangibili, collocate in una dimensione spaziale, che hanno la funzione di " strumento", veicolo portatore di simboli, codici rappresentativi, che hanno tutta la forza interpretativa di dispiegare il reale e fare intravedere ciò che è sotteso. 

L' inafferrabile che giace al di là dell' apparenza, che comprende il magma pulsivo e vitale dell' infinito, nell' attesa di emergere svelando il mistero.

Geometrismi condensati in strutture si aprono come pagine di un libro narrante, si sfogliano in stratificazioni sottili, che rivelano I vari volti dell' essere. L' uso diversificato del colore accompagna " l' azione del divenire" nella composizione, dove l' energia si dipana a ventaglio in più direzioni.

Grafismi asciutti, circolarità, volumi...Tutto si apre, si dirama in vorticose rotazioni di linee spezzate o in friabili prolungamenti verso lo spazio. L' uso del bianco assume la valenza di intervallo, scandendo l' andamento del ritmo.

L' uso dei metalli viene assaporato nella sua diversità tattile, dove si percepisce una liscia scorrevolezza o una vibrante lucentezza cromatica fatta di increspature, lievi nervature che fanno presagire una fisica tridimensionalità.

Spesso nella calma di sfondi piani progredisce la vita nel suo moto incessante che elargisce la sua corporeità lentamente.

Le forme si materializzano pian piano verso lo spettatore da un centro propulsore, un' origine data da forme e colori pieni, saturi e fecondi, spesso intervallati da tocchi trasparenti di plexiglass.

Nei numerosi bassorilievi in rame i geometrismi cromatici si stagliano in incastri forbiti su ampie distese spaziali, fino a giungere a forme organiche " scivolate" l' uno  nell' altra, da segni liquidi che si ricompongono in dettagli figurativi, ma quando la figura sembra riprendere il suo realismo, improvvisamente si divincola per colare in un' impeto vitale che unifica la visione, con il suo sinuoso volgere che sembra non interrompersi mai.